Il progetto è importante e in qualche modo doveva essere portato avanti ma le perplessità che abbiamo espresso noi in queste ore sono state evidenziate inevitabilmente anche da altri.
Stiamo parlando del raddoppio dell'ultimo tratto ancora a binario singolo della Ferrovia Adriatica, 24,9 chilometri di linea per un valore a base d’asta di 483 milioni di euro che ha ottenuto l’ok dopo la pubblicazione del bando sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea per la progettazione e la realizzazione del lotto.
Come i nostri lettori sanno si tratta di un’opera attesa da oltre 20 anni, il cui completamento è previsto però adesso per il 2028.
Sul Corriere della Sera, in un articolo a cura di Michelangelo Borrillo il giornalista afferma: “Se per la ricostruzione dei ponti si parla di ‘modello Genova’, sulle ferrovie quello da non prendere ad esempio è il ‘modello Termoli”.
Nell’articolo, infatti, viene mostrato chiaramente come siano dovuti passare moltissimi anni per la realizzazione di quest’opera. “Sebbene ne dovranno passare altri 8 per il suo completamento, la pubblicazione del bando sulla Gazzetta può essere considerato un successo rispetto ai quasi 160 anni in cui tutto è rimasto immutato”.
“A furia di rivedere il progetto - si legge ancora - tempi e costi sono aumentati.
Come da bando per la progettazione e realizzazione del raddoppio della tratta Termoli-Ripalta, il valore a base di gara è di 438 milioni di euro. Ma l’investimento complessivo per questa tratta è di circa 600 milioni (594, per la precisione, considerando non solo i materiali di fornitura ma anche gli espropri lungo il percorso «allungato» prescelto che, al contrario, non sarebbero stati necessari con il raddoppio in affiancamento di binario in quanto lo spazio necessario sarebbe stato di soli 5 metri ed è già nella disponibilità del Gruppo FS).
Circa 170 milioni in più, dagli inizialmente previsti 430 milioni a poco meno di 600, per aver optato per il tracciato prevalentemente in variante, con la dismissione della linea ferroviaria esistente. Per 25 chilometri di tracciato, i 170 milioni di differenza significano quasi 7 milioni in più per ogni chilometro".
“Quanto ai tempi — continua — il raddoppio dei binari (che secondo le previsioni farà risparmiare circa 40 minuti di percorrenza tra Bologna e Bari e circa 60 minuti fino a Lecce), sarà completato nel 2028.
Tre anni dopo il primo lotto, da Ripalta a Lesina (circa 7 chilometri), affidato a marzo 2021 per un importo di circa 59 milioni di euro e un investimento complessivo di 106 milioni, per il quale sono in fase di ultimazione le attività di progettazione esecutiva a cura dell’appaltatore con previsione di ultimazione lavori nel 2025.
Per tre anni, quindi — dal 2025 al 2028 — resterà a binario unico solo il tratto molisano: probabilmente riuscirà a «festeggiare» il 165esimo anniversario dall’inaugurazione ancora immutato dai tempi del Regno d’Italia”.


