“In merito alla fermata dell’alta velocità a Orte, argomento su cui non siamo stati coinvolti in fase di ‘progettazione’ da nessuno degli enti preposti, l’unica cosa che come Comitato pendolari (Copeo) avevamo chiesto, era di non danneggiare i pendolari che usufruiscono della stazione di Orte.
Ed invece – spiegano dal comitato in una nota inviata anche all’assessorato competente della Regione Lazio, Trenitalia Lazio e Rfi Lazio –, scopriamo al rinnovo dell’orario dello scorso 13 giugno che, pur di garantire un bacino di utenza congruo al Frecciarossa, i treni vengono spostati senza valutarne appieno le conseguenze, soprattutto in termini di sicurezza”.
“Con il nuovo orario - aggiungono -, il treno 4151 delle 6.51 è stato anticipato alle 6.33 al fine di consentire ai viaggiatori provenienti dall’Umbria di prendere la coincidenza dell’alta velocità verso nord.
E sarebbe stata una scelta ineccepibile per dare la possibilità di prendere il servizio aggiuntivo introdotto con il nuovo orario che qualifica ulteriormente la stazione di Orte, se questo non avesse creato un buco di mezz’ora, in una fascia oraria notevolmente frequentata, con la conseguenza che buona parte dei viaggiatori del 4151 si riversano sul treno 4521 proveniente da Viterbo, che ha cinque carrozze, raccoglie i pendolari dell’Alta Tuscia e che pertanto parte da Orte colmo di viaggiatori, già in condizioni di normalità”.
“Francamente – prosegue la nota del Copeo -, ci riesce difficile pensare che quando, anche la metà dei pendolari che usufruivano del 4151, si riverseranno sul 4521 si possa viaggiare in situazioni di sicurezza, senza considerare che la pandemia non è stata debellata e che il distanziamento è il principale mezzo di contrasto al contagio.
Certo, chi viaggia con il 4521 potrebbe prendere il treno successivo 4565, proveniente da Foligno, che purtroppo transita ad Orte a passo d’uomo senza effettuare servizio viaggiatori grazie ad una scelta della Regione Umbria avallata da Trenitalia, per il quale ribadiamo la richiesta di fermata”.
“A ciò – sottolineano -, si aggiunge anche quanto segnalato da alcuni nostri associati, ovvero che gli orari dei bus non sono stati allineati e che arrivano alla stazione di Orte dopo la partenza del 4151 (anticipata di 18 minuti).
Riteniamo quindi, che vadano fatti dei repentini aggiustamenti agli orari, al fine di consentire ai pendolari di viaggiare in condizioni di normalità, ripristinando una distribuzione equa dei viaggiatori sui convogli in transito ad Orte, soprattutto per motivi di sicurezza”.
“Pertanto – concludono - chiediamo all’assessorato alla Mobilità della Regione Lazio e alle società di Fs direttamente coinvolte, d’intervenire al più presto”.


