Disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e violazione delle normative sulla sicurezza.

Queste le accuse per le quali i pm di Milano hanno chiesto nell'udienza preliminare che si è tenuta oggi, il processo per nove imputati e per la società RFI. La vicenda al centro dell'udienza preliminare è il deragliamento del regionale Trenord Cremona-Milano avvenuto all'alba del 25 gennaio del 2018 a Pioltello, che causò la morte di tre persone e il ferimento di 46.

Tra gli imputati per i quali è stato chiesto il processo ci sono ex manager di RFI tra cui l'ex Ad Maurizio Gentile e sette tra dipendenti e tecnici della società, oltre alla stessa RFI. Un decimo imputato, all'epoca responsabile del Nucleo manutentivo lavori di Treviglio di RFI, ha chiesto di patteggiare una condanna a tre anni e mezzo: richiesta che ha ottenuto il parere favorevole dei pm.

Era invece già stata archiviata la posizione dei due manager di Trenord inizialmente iscritti come atto dovuto nel registro degli indagati. Le indagini preliminari hanno infatti confermato che non sono "ravvisabili profili di colpa in capo" alla società regionale che gestisce il trasporto ferroviario lombardo.

Sarà invece eventualmente il processo a dover accertare le responsabilità di RFI, società che si occupa dell'infrastruttura e della manutenzione della stessa. Per la procura la causa del disastro ferroviario di Pioltello fu una lunga serie di "omissioni" nella "manutenzione" e nella "sicurezza", tutte fatte nel nome del risparmio. Il treno regionale partito da Cremona e diretto a Milano Garibaldi, secondo gli inquirenti deragliò a causa di un pezzo di rotaia lungo 23 centimetri che si spezzò nel cosiddetto punto zero.

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