Continua il braccio di ferro tra Provincia di Bolzano e la Sad per il futuro del trenino del Renon, che a breve passerà in gestione in house.
Lo rende noto Alto Adige secondo il quale non si litiga solo per il materiale motore ma anche per le rimesse.
Sad ha infatti inviato una lettera al governatore Arno Kompatscher, evidenziando che i contratti di locazione per le rimesse di Soprabolzano e Collalbo, come anche le stazioni della funivia del Renon scadranno solo tra alcuni anni (tra il 2026 e il 2027), per mancata disdetta entro i tempi previsti. Di conseguenza la società, “quale legittima conduttrice degli immobili di cui ai citati due contratti di locazione non intende aderire alla chiesta loro riconsegna”.
Dal 19 maggio il servizio di trasporto su Mendola e Renon, attualmente gestito dalla Sad in proroga, è stato affidato alla Sta (società al 100% provinciale) e la giunta ha imposto alla Sad di trasferire i beni funzionali entro 60 giorni.
Manca un mese e la Sad sarebbe pronta a vendere all’estero le elettromotrici del Renon. La Provincia tuttavia ne rivendica la titolarità, perché finanziate interamente con fondi pubblici e a questo punto la giunta Kompatscher ha richiesto il sequestro giudiziario dei vagoni e delle carrozze della funicolare della Mendola per garantire la continuità del servizio di trasporto.
Ma l’ad di Sad comunica che finora non gli è arrivata nessuna richiesta di requisizione dei vagoni da parte della Provincia.
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