Prosegue a Milano il processo per il disastro di Pioltello, avvenuto il 25 gennaio 2018.
Quella mattina, il treno Cremona-Milano Porta Garibaldi deragliò, poco dopo la stazione di Pioltello, spezzandosi in due e finendo in parte contro un palo della luce.
Nell'incidente morirono tre passeggere. Dieci persone sono ora a giudizio davanti al tribunale per disastro colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Sono dirigenti, funzionari e tecnici di RFI, la società che si occupa della manutenzione dei binari in quasi tutta Italia.
A processo ci sono anche l’ex Ad Maurizio Gentile, e la stessa RFI come persona giuridica.
L’intera udienza di ieri è stata tutta dedicata all’audizione dei due consulenti tecnici della Procura, gli ingegneri Roberto Lucani e Fabrizio D’Errico, che hanno ricostruito istante per istante davanti ai giudici i tragici minuti di quella mattina.
Secondo le accuse della Procura, e come hanno ribadito ieri i due consulenti, il disastro fu provocato dalla rottura di un pezzo di 23 centimetri di rotaia. Successe proprio nel punto in cui il binario era già stato segnalato come usurato dagli operai.
Solo che invece di procedere rapidamente alla sua sostituzione, era stata data indicazione di rinforzarlo con uno zoccolo di legno che lo sostenesse da sotto.
Secondo l’accusa, per il ricambio non c’era fretta: fermare i treni di linea per precedere alla sostituzione dei binari richiede tempo, impegna personale e produce costi.
"Ad agosto 2017 ho preso l’iniziativa di mandare ai miei superiori un elenco di attività urgenti da fare su quella tratta – ha dichiarato in una delle udienze precedenti Francesco Raffo, dal 2003 capo tecnico dell’unità di manutenzione RFI sulla tratta – e non ho mai ricevuto risposta. Mi dicevano di stare tranquillo. A ottobre 2017 abbiamo fatto un sopralluogo con un’impresa, ma non è successo nulla".
Il dibattimento, che dovrebbe mettere in chiaro le possibili responsabilità nella catena di comando RFI, è iniziato nell’ottobre 2021. Altre udienze sono previste fino a novembre. Poi dovrebbe essere il turno delle conclusioni di accusa e difese, ma è improbabile che una sentenza possa arrivare prima di fine gennaio dell'anno prossimo, a sei anni dal disastro.
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