Ancora residenti che non ci stanno e non vogliono le barriere anti rumore, stavolta a Novara.
«Meglio il rumore di un muro alto sette metri davanti alle finestre di casa». Questa, in sintesi, la presa di posizione sulle barriere fonoassorbenti da parte dagli abitanti che si trovano lungo la Novara-Domodossola e la Milano-Torino dove RFI intende intervenire per ridurre i decibel provocati dai treni.
I manufatti proposti hanno una base di cemento di due metri a partire dal livello ferroviario (che è più alto di circa un metro rispetto al suolo) e un pannello in lana di vetro di grandezza variabile a seconda delle necessità fino a 5,4 metri, per un totale, quindi di circa 7 metri di altezza.
«Siccome la mia casa è alta sette metri, io vedrei la luce solo a mezzogiorno e vivrei come in prigione con un muro davanti» ha contestato un’abitante della zona Nord della città. E un’altra residente ha aggiunto: «Così abbattete una decina di decibel di rumore ma tutti gli altri problemi restano irrisolti. Ci riferiamo, ad esempio, alla pericolosità delle merci trasportate o ai tempi di viaggio che portano i ferrovieri ad arrivare a gran velocità e frenare di colpo davanti alle nostre case».
Il sindaco di Novara Alessandro Canelli ha sottolineato la necessità di rifare il piano acustico datato 2007 in vista delle variazioni che avverranno sulla linea che porta a Domodossola: «Quando i merci non entreranno più in città la situazione cambierà molto, che senso ha costruire barriere così invasive? Sarebbe uno spreco di denaro oltre che un danno».
L’ingegnere Giovanni Tamburo di RFI ha precisato: «Per legge noi dobbiamo risolvere il problema del rumore e l’unica soluzione possibile sono queste barriere. Il progetto tiene conto della situazione attuale e non di quella che potrebbe avvenire tra alcuni anni: potete eccepire questo fatto alla conferenza dei servizi nel prossimo autunno. C’è tempo e nulla è già stato deciso».


