Non si aspettava certo di finire in ospedale per un morso alla spalla, il capotreno del convoglio Trenord partito sabato 8 luglio da Sondrio alle 16.47 e diretto a Lecco. All’altezza di Colico l’uomo ha però chiesto il titolo di viaggio a una donna nigeriana richiedente asilo politico.
Inizialmente la donna ha mantenuto la calma, ammettendo di non avere il biglietto, quando però si è accorta che il controllore le stava facendo la multa è impazzita: gli ha strappato dalle mani il libretto delle contravvenzioni lanciandolo fuori dal finestrino, e poi si è scagliata contro di lui mordendolo a una spalla. Altri passeggeri sono intervenuti per aiutare il capotreno. Il treno è stato bloccato in stazione in attesa dell’arrivo dei carabinieri. La donna è stata denunciata a piede libero per aggressione a pubblico ufficiale, mentre il controllore aggredito è stato medicato per lievi escoriazioni e i passeggeri costretti a scendere dal momento che la corsa è stata soppressa.
Partendo da quella gravissima con un macete del 2015, le aggressioni ai danni dei dipendenti Trenord, non sono certo una novità. Lo scorso anno, tra febbraio e aprile erano state denunciate nove aggressioni in 12 giorni.
Una situazione che ha spinto i vertici di Trenord ad intervenire per garantire la sicurezza di dipendenti e passeggeri facendo viaggiare i vigilantes a bordo dei convogli con l’obiettivo di garantire la sicurezza. Ha spiegato l’amministratore delegato di Trenord, Cinzia Farisé: “In un anno Trenord spende circa 10 milioni di euro a causa del vandalismo e di assalti. Nel 2016 sui treni lombardi si è registrata una crescita significativa degli atti vandalici, con il 40 per cento degli episodi in più rispetto al 2015: un totale di 8.400 segnalazioni in un anno, per una media di 23 al giorno. A ciò si aggiungano i costi indiretti del vandalismo, che incidono pesantemente sulla qualità del servizio, generando ritardi e soppressioni”.


